
Torniamo sul percorso iniziato la settimana scorsa sulle domande più insidiose (e ingiustamente sottovalutate) che ci si trova ad affrontare durante un colloquio di lavoro. Vi daremo alcuni suggerimenti per meglio presentarvi agli occhi dei possibili futuri capi o collaboratori: fateci sapere quali domande vi hanno personalmente messo in difficoltà in passato e come avete risposto.
5. Come intende migliorare i risultati dell’azienda? / Cosa farebbe se fosse lei il capo qui?
Ovviamente non possiamo già conoscere problematiche e punti di forza di un nuovo contesto lavorativo, però possiamo mostrarci proattivi: con idee creative o raccontando esperienze passate. Chiedere informazioni vi aiuterà a rispondere meglio e a dimostrarvi interessati.
6. Come giustifica questo stop nella sua carriera lavorativa?
Magari state facendo un colloquio per cambiare lavoro, ma più probabilmente è un periodo in cui non state lavorando. Ancora una volta, meglio essere sinceri e dimostrare che non si è comunque inattivi: un corso professionalizzante sul vostro curriculum vitae verrà percepito come volontà di stare al passo coi tempi e di miglioramento del proprio profilo.
7. E' disponibile alla mobilità?
Diciamolo subito: soprattutto in aziende di grandi dimensioni, è diventato indispensabile muoversi, in Italia e all’estero. Essere flessibili in questo senso non sarà solo un’ottima esperienza per voi, ma anche un grande vantaggio per l’azienda. Se invece non avete intenzione di spostarvi, meglio renderlo noto.
8. Vuole farmi lei qualche domanda?
Ecco la sorpresa finale (che non tutti hanno l’accortezza di fare, a dire il vero): è un segno di apertura dell’interlocutore nei vostri confronti, che preferirà senza dubbio una persona curiosa a una ammutolita. Evitate domande “egoistiche” come quelle su orari di lavoro, pause pranzo, benefit, ecc. (quelle potranno essere fatto in un secondo momento), ma mostratevi interessati alle attività dell’azienda.