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Colloquio di lavoro: le domande critiche (parte 1)
14 dic 2010 16.07

Oggi riprendiamo un interessante articolo, pubblicato sulla rivista Glamour, dedicato a quelle domande “insidiose” che a tutti è capitato di dover affrontare durante un colloquio di lavoro. Alcune possono sembrare innocenti, ma è solo un’apparenza: è fondamentale saper rispondere bene anche alle domande apparentemente più banali.

1. Ha intenzione di avere figli?
Questa domanda viene posta, purtroppo, solo alle candidate donne. Inutile negarlo, per il sesso femminile è più difficile far carriera: in linea di massima è meglio essere sinceri, ma la cosa migliore è far capire che la vita privata deve rimanere tale, possibilmente con diplomazia.

2. Quali sono i suoi pregi e quali i suoi difetti?
Tutti abbiamo difetti, quindi fare i presuntuosi non porterà a nulla; ma allo stesso tempo anche l’eccessiva modestia non è apprezzata. Meglio far tesoro  dei giudizi dei nostri cari, che spesso hanno una visione più oggettiva di noi, mostrandosi comunque pronti a migliorarsi.

3. Come si vede da qui ai prossimi 5/10/20 anni?
Mai sentirsi “arrivati”: nel medio e lungo termine si dovrebbero progettare maggiori e nuove competenze, oltre che ruoli professionali più alti. L’arrivismo non è ben visto, ma la voglia di imparare, l’autonomia e la determinazione lo sono, soprattutto dai capi.

4. Per quale motivo sta cercando lavoro?
Domanda apparentemente semplice, ma ricca di insidie: se si è disoccupati, si dà un’immagine più positiva di sé nel rimanere “attivi”, magari facendo un corso professionalizzante mentre si aspetta di trovare lavoro; se abbiamo avuto dei contrasti nel precedente lavoro, invece, mai parlarne male, descrivendo piuttosto un’esperienza conclusa, che ha portato comunque a un accrescimento delle esperienze.

Per la seconda parte dell'articolo, torna a leggerci la prossima settimana!


 

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