
Secondo uno studio del centro per l’istruzione e la formazione professionale dell’Unione Europea, nel prossimo decennio si apriranno circa sette milioni di posizioni lavorative di livello altamente qualificato. Tuttavia un europeo su tre in età lavorativa al momento non possiede qualifiche al passo con l’innovazione: da qui la necessità di promuovere aggiornamenti specifici all’interno delle aziende.
Secondo il rapporto “New Skills for New Jobs” a crescere saranno soprattutto posizioni da manager, tecnici e professionisti e saranno conseguenza non solo delle fisiologiche sostituzioni per anzianità, ma anche di una necessaria espansione di alcuni settori di mercato come quelli delle vendite e della sicurezza.
Vladimír Špidla, commissario europeo responsabile per l'occupazione ha dichiarato: "Migliorare le competenze delle persone ci aiuterà a uscire dalla crisi nel breve termine e a prepararci a uno sviluppo economico sostenibile in futuro". Migliorare le competenze significa obbligatoriamente formare chi già lavora con corsi mirati per permettere a questi ultimi di mantenere il proprio ruolo o affrontarne di nuovi.
Sempre secondo lo studio, le aziende che aggiornano adeguatamente il proprio personale hanno una probabilità 2,5 volte più bassa di uscire dal mercato rispetto a quelle che non puntano sulla formazione. L’analisi stilata propone inoltre incentivi per datori di lavoro e collaboratori per l’incremento delle proprie competenze professionali come strumenti utili nell’affrontare l’evoluzione del mercato del lavoro.